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    Le frasi bianconere

    Perché una squadra sia grande ci vogliono dei grandi personaggi intorno a lei, giocatori, allenatori, presidenti, dirigenti, uomini di cultura… Keep Reading

Ottavi raggiunti: missione compiuta!

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Il compito era solo uno: andare a Siviglia e vincere. Così hanno fatto gli uomini di Allegri, raggiungendo gli ottavi di Champions.
L’inizio della trasferta juventina non era stato dei migliori: lunedì sera alcuni tifosi bianconeri erano stati vittime di un vero e proprio agguato da parte del gruppo ultra dei “Biris” del Siviglia che, alla vigilia del match, avevano assalito un bar del centro armati di spranghe e bastoni. Cappucci in testa, urla di violenza, tavoli e sedie che volano… Roba dell’altro mondo, verrebbe da dire, ma questi episodi, alla fine, accadono sempre in questo mondo. È così che la taverna “El Papelon”, dove i tifosi bianconeri stavano cenando, si è trasformata in un campo di battaglia. Per questo ieri sera la partita ha preso il via in un clima poco sereno, con numerosissime forze di Polizia schierate intorno allo stadio, pronte a intervenire nel caso si fossero ripresentati spiacevoli situazioni.
E che anche in campo il clima non fosse dei migliori lo si è capito subito. Non è stata una partita facile da gestire per l’arbitro inglese Clattenburg messo a dura prova da entrambi le parti e, soprattutto, dalla panchina del Siviglia. Non è stata una partita facile anche per i bianconeri che, inizialmente, hanno dato troppo spazio agli avversari, permettendo loro di passare in vantaggio al nono minuto del primo tempo con un gioiello di Pareja. Dal venticinquesimo minuto gli uomini di Allegri, però, capiscono che non possono proseguire così e l’atteggiamento cambia completamente. Da qui nasce il risultato finale di 1 – 3 che vede quindi trionfare la vecchia signora in un campo dove per le squadre italiane non era mai stato facile segnare. A segno Claudio Marchisio, su rigore, Leonardo Bonucci, condottiero indiscusso e, infine, Mario Mandzukic.
A fine partita le parole di stima di Massimiliano Allegri per Antonio Conte: “Devo dire solo grazie a Conte per il lavoro che ha fatto e per la squadra che mi ha lasciato. Mi ha lasciato una squadra capace di vincere ancora il campionato, una Coppa Italia e di raggiungere la finale di Champions”.
Come ormai accade sempre questa è una vittoria anche social. I primi complimenti per vincitori sono arrivati da Andrea Barzagli, roccia insostituibile, rimasto a Torino a causa dell’infortunio:”Complimenti a tutta la squadra per la qualificazione raggiunta! Grandi ragazzi!”. Anche l’altro infortunato, Paulo Dybala, ha voluto mandare un messaggio ai compagni: “Nella sofferenza si costruiscono le vittorie! Bravi, non vedo l’ora di esultare insieme!”. Anche i protagonisti dell’incontro hanno fatto sapere ai tifosi le loro emozioni tramite i social. Primo fra tutti il mister Massimiliano Allegri: “Nelle corride non sempre il toro va preso per le corna, bisogna avere la pazienza e colpire quando è stanco. Primo obiettivo raggiunto!!”. Poi Bonucci e Marchisio, pedine fondamentali della squadra. Il primo con il suo solito: “SCIACQUATEVI LA BOCCA!!! Obiettivo qualificazione raggiunto”, il secondo: “Gioia immensa!! Primo obiettivo raggiunto”. Poi i messaggi di Giorgio Chiellini, di Sami Khedira, di Juan Cuadrado, tutti d’accordo su una cosa: grande partita in un campo assai difficile.

Gruppo Piaggio, storia d’Italia

EICMA 2016, Rho-Fiera Milano, Hall 10. Qui la legge è italiana, perché lo stand di spicco è quello del “Gruppo Piaggio”: Piaggio, MOTO GUZZI e aprilia. Si festeggia l’anniversario della Vespa il 70° (il brevetto è del 23 Aprile 1946, su progetto dell’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio). Qui, allo stand Piaggio, le hostess sono discrete come sempre e di differenti etnie. Per tutti noi (noi juventini e noi italiani) questo stand dovrebbe essere motivo di orgoglio. La Vespa – lo sappiamo – è un “oggetto” cult, famosa in tutto il mondo: certi modelli sono realmente preziosi. Ha segnato la storia del nostro Cinema… Chi non ricorda la scena in “Vacanze Romane”, film del 1953, diretto da William Wyler, dove i protagonisti – Gregory Peck e Audrey Hepburn – girano per le strade di Roma in sella a una Vespa? Così questo mezzo ci lega ai nostri nonni, ai nostri padri, ai nostri fratelli maggiori e ora ai nostri figli. Con questo mezzo molti ragazzi hanno viaggiato per le loro vacanze negli Anni Sessanta e prima, nell’Italia della ripresa economica, la Vespa è servita a molti giovani uomini per lavorare, per costruire la loro famiglia, per costruire la nostra Italia. Tra palloncini colorati per la sua festa la Vespa si presenta anche in versione elettrica, ma non è tutto. Poco più in là c’è un Ape e anche questo mezzo è stato fondamentale per il lavoro nel nostro Paese. Si pensi soltanto alla Liguria, dove ancora oggi se ne incontrano a decine in ogni località, su e giù tra la costa e l’entroterra, carichi di cassette di legno, ricolme di pesche e albicocche. Ma l’Ape ce l’ha anche l’idraulico e chi lavora nei mercati, è così, dal 1948: tutta la storia d’Italia, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il “Gruppo” – lo abbiamo detto – comprende MOTO GUZZI e aprilia e anche in questo caso giù il cappello, perché siamo ancora davanti alla nostra storia: la fondazione della MOTO GUZZI risale al 15 Marzo 1921 e i “Guzzisti” non hanno nulla da invidiare ad altri appassionati di modelli nati in altri luoghi. Lo stesso è per aprilia (1945): nessuna invidia per le “sprintaiole” giapponesi. Visita d’obbligo, quindi, allo stando del Gruppo Piaggio. Oggi, lo ricordiamo ancora, il salone chiude alle 22.00 e le donne entrano gratis. Durante il fine settimana, in occasione della sosta del nostro Campionato di Serie A, una visita all’E.I.C.M.A. è assolutamente consigliata, anche a chi non vive a Milano.

A vedere la partita con le due ruote

I tifosi bianconeri più attenti e innamorati ricorderanno ancora di quel sabato in cui allo stadio Olimpico di Torino, a una settimana dalla vittoria del Campionato di Serie B, entrarono in campo, a poche ore dall’inizio del Gran Premio d’Italia di Supermoto, i tre campioni italiani Ivan Lazzarini, Massimo Beltrami e Enrico Foradini, accompagnati, ovviamente, dalle loro moto. Un momento speciale che aveva permesso di presentare il grande evento motoristico in programma, in quei giorni, nel complesso degli ex stabilimenti Fiat. Quel giorno il mondo delle due ruote aveva fatto irruzione in quello del calcio.
Così come accadrà domani, 10 novembre 2016, quando si aprirà ufficialmente al pubblico l’EICMA (esposizione internazionale ciclo e motociclo) presente a Rho Fiera fino a domenica 13 novembre. Anche in questo caso il bianco e il nero fanno da padroni: tantissimi i modelli che presentano questi colori, da sempre simbolo di eleganza e raffinatezza. Tra tutti molto interessante è la piccola Honda MSX 125, dal prezzo contenuto di 3.350,00 euro (Iva inclusa). Un monocilindrico, 4 tempi, 2 valvole, raffreddato ad aria, EURO 3, cilindrata 124,9 CC.
Quelli dell’EICMA saranno quattro giorni da non perdere. Si entra alle 10.00 e si scende di sella alle 18.30, fatta eccezione per venerdì, 11 Novembre, dove la festa si protrarrà sino alle 22.00. Venerdì è anche la giornata in cui le donne possono entrare gratis. Il biglietto intero costa 21,00 euro. Sono previsti “ridotti”: bambini sino a 8 anni GRATIS; da 9 a 13 anni 12,00 euro; ragazzi da 14 a 17 anni 15,00; Over 65 12,00; ingresso solo serale 12,00 euro. Altre informazioni e convenzioni su: www.eicma.it

Bentornata Serie A

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L’abbiamo lasciata così: con la Juventus che festeggiava il quinto scudetto consecutivo e con Gonzalo Higuain che, con trentasei reti, diventava il miglior marcatore della Serie A per la stagione 2015 – 2016.
Poi c’è stata l’estate, un’estate comunque all’insegna dello sport: prima gli Europei di calcio, che hanno visto un’ottima Italia, poi le Olimpiadi, non ancora terminate e dove l’Italia sta ottenendo risultati prestigiosi in vari sport.
Adesso la Serie A è tornata, ormai ci siamo: sabato 20 agosto alle ore 18.00 incomincerà ufficialmente il centoquindicesimo campionato italiano di Serie A, l’ottantacinquesimo a girone unico. Le prime a scendere in campo saranno la Roma di Luciano Spalletti e l’Udinese di Stefano Iachini. La Roma già ieri, nella partita di andata dei preliminari di Champions League contro il Porto, ha dato prova di essere fisicamente ben preparata. Con una difesa completamente rinnovata che vanta i nomi di Alisson alla difesa dei pali insieme all’altro portiere Szczesny ritornato in prestito ai giallorossi, Juan Jesus arrivato dall’Inter, Vermalen e Bruno Peres, la Roma si prepara a insidiare la Juventus fin da subito. I bianconeri anche quest’anno partono da favoriti e l’impresa verso il sesto titolo consecutivo non sembra poi così irraggiungibile. Il mercato di Beppe Marotta è stato impressionante: Pjanjc, Benatia, Dani Alves, Pjaca e, la ciliegina sulla torta, Higuain. La Juventus si è rinforzata parecchio, nonostante il forzato addio di Paul Pogba, che mancherà e non poco a tutti i tifosi, ma il suo trasferimento, il più costoso della storia del calcio, era inevitabile. I giocatori della Juventus ambiscono alla vittoria della Champions League che, in questi ultimi anni, si sono visti scappare sotto il naso troppo crudelmente. Che questo possa essere un punto a favore di un Napoli sempre carico e agguerrito che, nonostante abbia perso la sua stella finita proprio in casa del nemico, è stato capace di un precampionato senza alcuna sconfitta? I partenopei partono in questa stagione con due punti fissi: l’eterno Hamsik e l’allenatore Sarri che ha fatto già spesso assaporare all’Italia il suo bel gioco.
A Milano poi la ventata cinese ha portato aria di novità e cambiamenti, primo su tutti l’improvviso arrivo nei primi giorni di agosto di Frank De Boer, nuovo tecnico dell’Inter che prende il posto di uno sconsolato Roberto Mancini a cui è sempre sembrato mancare qualcosa. Chissà cosa ha pensato il nuovo mister olandese quando ha incontrato Francesco Toldo che da diversi anni copre all’Inter il ruolo di consigliere di Inter Campus, un progetto educativo e ricreativo che ha come scopo quello di aiutare i bambini delle popolazioni più povere. Sì, perchè i due si conobbero bene durante Euro 2000, precisamente nella semifinale Italia – Olanda, partita da brividi che i tifosi della Nazionale ricorderanno bene. Proprio a De Boer Toldo parò prima un rigore durante il primo tempo del match e poi un secondo rigore dopo che, nonostante i tempi supplementari, il risultato tra le due squadre era ancora di parità. Chissà che i nuovi acquisti nerazzurri, tra tutti Candreva, Banega e anche Ansaldi, insieme al nuovo allenatore riescano davvero a raggiungere quello che è l’obiettivo che non si può più rimandare: il ritorno in Champions League. Dall’altra parte c’è poi il Milan, anch’esso con un allenatore nuovo: Vincenzo Montella, l’aeroplanino. A rinforzare la rosa rossonera sono arrivati Lapadula, cannoniere dello scorso campionato di Serie B con il Pescara, salito in Serie A tramite i play – off, il Principito Sosa arrivato dal Besiktas, squadra del campionato turco e Gustavo Gomez, centrale paraguaiano. Il Milan non può permettersi false partenze, infatti, alla prima giornata incontra il Torino di Mihajlovic, l’ex allenatore, esonerato la scorsa stagione ancor prima che finisse il campionato.
Grandi nomi, grandi campioni per un campionato che, a differenza di quello che spesso ingiustamente si dice, è sempre capace di regalare enormi emozioni. Così come grandi emozioni auguriamo di vivere ai tifosi delle tre neopromosse: il Pescara di Oddo, il Crotone di Nicola e il Cagliari di Restelli.
A loro e a tutte: buon campionato! Bentornata Serie A!

Buon compleanno Giorgio Chiellini, King Kong

Chiellini

Ci sono giorni in cui si è più felici del solito o, almeno, si prova ad esserlo. Uno di questi, specialmente se si è bambini, è il giorno del proprio compleanno. Così ieri, sicuramente, sarà stata tanta la gioia di Giorgio Chiellini nel giorno del suo trentaduesimo compleanno, trascorso, per la seconda volta nella sua vita, insieme al suo capolavoro più grande: la piccola Nina. Sarà stato per lui molto emozionante oltre agli auguri della sua inseparabile dolce metà, la moglie, Carolina Bonistalli, ricevere gli auguri di tutto il mondo sportivo, dai compagni di sempre, come Claudio Marchisio (https://it-it.facebook.com/MarchisioClaudioMC8/), a quelli ormai lontani come Arturo Vidal, dai vertici della società bianconera, ai tifosi della Juventus che, da più di dieci anni, in ogni partita sanno di poter contare su di lui.
I tifosi della Juventus, ecco proprio loro, quelli che ieri di questo compleanno non potevano essere poi così felici. Perché da Giorgio Chiellini, in arte King Kong, e questo la dice già lunga, ti aspetti di tutto. Ti aspetti che vinca sei Campionati Italiani, tre Supercoppe Italiane, due Coppe Italia e, perché no, visto che siamo in pieno clima olimpico, un bronzo con la Nazionale ad Atene nel 2004. Ti aspetti che sia capace di fare record, di difendere sempre la tua squadra dagli attacchi degli avversarsi e, di tanto in tanto, anche di buttare la palla in rete così da poter ammirare la sua simpatica esultanza “alla gorilla”, un gorilla buono ovviamente, quello, per intenderci, che se scappasse dallo zoo tutti i bambini farebbero il tifo per lui e non per chi lo sta cercando per rimetterlo in gabbia. Ti aspetti tutto, sei pronto a tutto, c’è solo una cosa che gli “rimproveri” che, in fin dei conti, a volte hai rimproverato anche a te stesso ma non te lo sei mai detto: quella di essere nato, anche lui, come tutti, con un compleanno. Perché il problema è che in questo giorno di festa ti scende anche una lacrima e pensi: no, sono già trentadue… E sai che ci siamo quasi, che anche King Kong non potrà giocare per sempre, ma non puoi pensare a una Juventus senza di lui, a una Nazionale senza di lui, a un calcio senza di lui. E’ così, inutile negarlo, ci sono uomini per i quali si farebbe volentieri a meno de compleanno e Giorgio Chiellini è uno di questi.
Un giocatore intelligente: quanti calciatori hanno una laurea in Economia e Commercio 109/110?
Un uomo vero: da sempre legatissimo a Gaetano Scirea si è impegnato perché la storia dell’eterno difensore bianconero entrasse nel cuore di tutti i più giovani che, purtroppo, non hanno potuto conoscere Gaetano direttamente.
Anche la redazione di Hashtagjuventus si associa allora agli auguri di buon compleanno per Giorgio Chiellini e lo celebra, come hanno fatto in molti, con l’apposito hashtag #AuguriChi3llo
Auguri Giorgio, auguri King Kong, e lascia che passi ancora tanto tempo, tantissimo al prossimo compleanno.

 

Gonzalo Higuain e la Juve argentina

Argentina's Gonzalo Higuain stands during the playing of his country's national anthem before the start of a 2014 World Cup qualifying soccer match against Colombia in Buenos Aires, Argentina, Friday, June 7, 2013. (AP Photo/Eduardo Di Baia)

“Sivori è più di un fuoriclasse. Per chi ama il calcio è un vizio”.
Diceva così il Presidente Gianni Agnelli parlando del suo numero 10, argentino esattamente come il nominatissimo, in questi giorni, Gonzalo Higuain. Anche all’epoca la Juventus aveva stabilito un primato assoluto nello spendere ben dieci milioni di pesos per il cartellino di El Cabezon. Anche allora si parlava di Napoli, in quel caso, però, la situazione era ribaltata: Omar, dopo otto stagioni in bianconero, lasciava Torino, a causa di qualche dissidio di troppo con l’allenatore Heriberto Herrera, per indossare la maglia azzurra dei partenopei. Alla Juventus, insieme a Charles e Boniperti, Sivori aveva formato quello che tutti ricordano come “il Trio Magico”. Oggi, dopo il perfetto mercato portato avanti con una indiscutibile abilità da Marotta, viene da dire che di magico alla Juve non ci sia solo un trio ma ci sia tutto. Perché, è vero, i rumors intorno a Higuain hanno infiammato l’estate italiana e l’hanno infiammata a tal punto che, quasi quasi, sotto l’ombrellone, viene da dimenticarsi degli altri grandi acquisti: Miralem Pjanic, Dani Alves, Medhi Benatia e Marko Pjaca.
Quello che ci voleva per questa Juventus era, però, proprio il botto finale, quello per cui anche chi non ama i fuochi d’artificio resta a guardarli fino alla fine perché, appunto, l’ultimo colpo è sempre il più bello. Pur non facendo scomodi paragoni, è un po’ come se si seguisse il Vangelo anche nel calcio: “Tutti servono prima il vino migliore e, quando tutti sono un po’ brilli, il peggiore. Tu, invece, hai conservato fino a questo momento il vino eccellente”.
Così ieri Gonzalo ha effettuato le visite mediche a Madrid dopo che, stando a quello che è trapelato ormai da qualche giorno, suo fratello Nicolas aveva trovato un accordo da 7, 5 milioni di euro a stagione nell’incontro con Beppe Marotta e Stefano Paratici. Adesso
la nuova rosa sembra essere al completo, a meno di qualche ulteriore sorpresa a cui il Presidente Andrea Agnelli non è nuovo. Certo è che, ora come ora, la Juventus non ha rivali in Italia: già partiva da favorita, adesso si può dire che siano più che altro le altre squadre a partire per raggiungerla là, dove solo lei sarà capace di arrivare ancora. Il sesto scudetto di fila sembra dunque un’impresa già raggiunta prima di incominciare il Campionato. E’ obbligo, però, parlare per questa stagione di Champions League e chissà che questa Juventus argentina di Higuain e Dybala riesca finalmente a regalare ai tifosi bianconeri la coppa che attendono con ansia.

Euro2016: ecco l’Italia dell’amore!

conte bacia la moglie dopo la vittoria sulla spagna

Eccola l’Italia degli “sconosciuti”, dell’allenatore che “fa troppo di testa sua” e del solito “usciremo al primo turno”. Eccola lì, ai quarti, dopo aver inflitto una pesantissima sconfitta agli spagnoli che tutti, italiani compresi, ritenevano non solo più forti e meglio organizzati ma invincibili.
Ecco l’Italia che spera, che lotta, che lavora duro: ecco l’Italia, non la Nazionale di Calcio. Perché quanto stanno facendo i ragazzi di Antonio Conte in Francia è quello che deve fare ogni italiano, soprattutto in questo momento storico: speranza nel cuore e lavoro nelle braccia per arrivare lontano, come sempre è stato fatto nel nostro splendido stivale.
Ecco l’Italia che si ama: eccola nello splendido bacio del mister e di sua moglie Elisabetta Muscarello che, dagli spalti, grida “ti amo” al suo Antonio, del resto si sa: dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna. Così Elisabetta e Antonio da vicini di casa sono diventati l’immagine simbolo di questo Europeo d’amore in cui tutta l’Italia sta iniziando a credere. Si erano conosciuti perché il Ct della Nazionale, allora giovane ragazzo di ventuno anni, aveva comprato casa accanto al papà di Elisabetta che, allora, di anni ne aveva solo quindici.
Che belle queste donne-mogli di calciatori che sono sugli spalti solo per amore e per tifare e non per farsi fotografare o per incrementare i like delle pagine Facebook.
Che bella questa Italia d’amore e di lavoro. Che bello questo Euro2016.

Salone del Libro: Zebretta in pole position

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Si è aperta oggi la ventinovesima edizione del Salone del Libro di Torino, un evento che richiama ogni anno visitatori da ogni parte d’Italia e del mondo. Ad accogliere tutti, in pole position, presso lo stand E14 del padiglione 1 c’è Zebretta, grandissima esperta della Juventus che ha raccontato la storia della società bianconera a Giuseppino, un bambino curioso che vuole conoscere tutte le più belle storie di sport.
La storia della Juventus viene raccontata dalle origini, molti anni fa, su quella panchina divenuta ormai un vero e proprio simbolo per ogni tifoso, a oggi: le ultime vittorie, i fantastici record ottenuti proprio qualche giorno fa e le biografie dei campioni di sempre. Il tutto è arricchito con delle illustrazioni speciali dedicate ai più piccoli, perché juventini si nasce…

Scendi in piazza!

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– La stagione 2015-2016 non inizia nel migliore dei modi. Tre grandi Campioni bianconeri lasciano la Juventus: Vidal, Tevez e Pirlo.
– Accidenti, senza loro si mette male Zebretta…
– Questo è quello che pensano tutti i tifosi, infatti, la Juve non parte bene in Campionato, a fine Ottobre addirittura la squadra è dodicesima in classifica con 12 punti, mentre la Roma, prima, ne ha 23. Ma è proprio in questi momenti che si vede chi è davvero capace di lottare fino alla fine e di non mollare mai. Allegri lo sa, la Juventus non può deludere le aspettative, così, insieme a Gigi Buffon, chiama a rapporto tutti i giocatori, soprattutto i giovani Alvaro Morata e il nuovo acquisto Paulo Dybala. Bisogna cambiare rotta al più presto e tornare a essere grandi anzi, di più, bisogna superare i grandi. Ci sono venticinque partite ancora da giocare, settantacinque punti in tutto da conquistare. Il primo a dare l’esempio è proprio Gigi: per 973 minuti non subisce goal, divenendo il portiere del Campionato italiano con il più lungo record di imbattibilità. Gli altri giocatori non se lo fanno dire due volte, vincono ventiquattro partite per un totale di settantatré punti. Così il 25 Aprile si laureano Campioni d’Italia, con tre giornate d’anticipo, per la quinta volta di fila.
– Come era accaduto dal 1930 al 1935.
– Esatto Giuseppino, sono davvero felice che tu ti ricordi così bene tutto il mio racconto. Solo che nel 2016 i mezzi con cui si può festeggiare questo grande successo sono davvero molti rispetto al 1935. I giocatori e la società questa volta hanno potuto utilizzare i social network per comunicare al mondo la gioia per quanto conquistato. Addirittura è stato creato apposta l’hashtag #HI5TORY e tutti i giocatori hanno condiviso sul web i video con le loro esultanze. La Juventus ha scritto ancora una volta una pagina speciale nella storia del Calcio italiano. Dai Giuseppino, scendi in piazza a festeggiare con me: ti faccio una bella foto con il mio tablet e la postiamo sulla nostra pagina facebook.

Batti 5: sei leggenda!

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Sei leggenda, cara Juventus, sei leggenda un’altra volta nella storia del Calcio italiano, europeo e mondiale. Sei leggenda perché sei riuscita a superare te stessa: eri stata sempre tu nel 1930 a inaugurare una serie di vittorie in Campionato durata per cinque anni, fino al 1935. Ora lo hai fatto di nuovo: cinque scudetti consecutivi, avversari annientati, record superati.

Sei leggenda, cara Juventus, perché hai vinto 24 partite su 25, per un totale di 73 punti su 75. Sei leggenda perché, a fine ottobre, eri come un piccolo pesce che viene tolto dall’acqua e inizia a dimenarsi senza riuscire più a respirare e, ora, hai trionfato su tutti con tre giornate di anticipo. Sei leggenda proprio perché sei partita dal basso per arrivare in alto, perché, mentre tutti ti davano per vinta, ti sei rimboccata le maniche e hai dimostrato che, sarai anche una Vecchia Signora, ma non hai nessuna intenzione di mollare.

Sei leggenda Juventus perché è leggenda il tuo Capitano, l’attenta e vigile difesa della tua porta, capace quest’anno di superare ogni record: 974 minuti senza subire goal, Gigi Buffon unico! Che beffa, cara Fifa, esserti dimenticata di lui tra i 59 giocatori nella lista del Pallone d’Oro, chissà come ti brucia lo stomaco ora…

Sei leggenda Juventus così come lo è Massimiliano Allegri, il tuo mister, “il miglior tattico del mondo”, per usare le parole di Arrigo Sacchi e, detto da lui che di leggende qualcosa ne sa, vale sicuramente moltissimo. Sei leggenda Juventus e lo sono i tuoi giocatori, il tuo Presidente e tutta la società.

Sei leggenda perché a Vinovo si lavora molto e si parla poco, segreto che molti altri grandi club paiono aver dimenticato. Sei leggenda perché hai fatto ancora una volta qualcosa che nessun altro aveva fatto: 15 vittorie consecutive.

Sei leggenda, cara Juventus, perché, in questo periodo storico del tutto particolare, hai dimostrato che quando tutto sembra spento con la forza di volontà e la costanza si possono raggiungere traguardi impensabili.

Sei leggenda, Vecchia Signora e continuerai a esserlo, per chi ti ama e per chi non ti ama, per chi piange e gioisce insieme a te, per chi sa che in Italia dire Calcio vuol dire Juventus.

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